La colazione è servita - atto II. Pain aux Raisin (di Paoletta)

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Questa cosa di mostrare sul blog la propria colazione mi è proprio piaciuta e, dato che sono in periodo briochoso-tortoso, vi toccherà subire una vera e propria ondata di dolcetti da colazione, quelli che mi preparo durante il fine settimana e che cerco di far durare fino al weekend successivo! Certo, non crediate che io faccia colazione tutti i giorni così, non sempre ho voglia o tempo per preparare cose così sfiziose….diciamo che ordinariamente la mia colazione è a base di pane tostato con marmellata. Però quando il tempo, la voglia (e la bilancia) me lo consentono, mi piace iniziare la giornata con una colazione speciale….una bella briochina tiepida, o una fetta di torta (nulla di troppo complicato e preferibilmente al limone!!) o un muffin, e un caffè macchiato con tanta schiuma di latte.

Eccovi, dunque, dopo le briochine siciliane dello scorso post, questi deliziosi pain aux raisin, o girelle all’uvetta. La ricetta è di Paoletta, del blog Anice e cannella (pieno di cose deliziose…lei è una maga dei lievitati!!!), che l’ha spiegata (qui) in ogni dettaglio, fornendo tutte le varianti possibili (e dandomi anche un sacco di consigli personali!); in particolare, è possibile iniziare a prepararli la sera precedente, partendo dal poolish, oppure fare tutto l’impasto in un’unica soluzione, o, infine, come ho fatto io, prepararli in giornata.

pain_aux_raisin

Come al solito i suoi sono esteticamente più gradevoli, i miei più che rotondi sono ovali, ma questo mi accade inevitabilmente con qualsiasi impasto che vada arrotolato e poi tagliato a fette. Dalla foto sopra noterete anche che, sempre come al solito, non sono venuti proprio tutti uguali…..sigh!!! :-( La mia recente esperienza parigina mi induce a pensare che si discostino un po’ dagli originali francesi, la cui pasta, secondo me (e nei limiti dei due che ho assaggiato io) è più simile a quella dei Pain au chocolat, ossia è un incrocio tra la pasta sfoglia e la pasta brioche; ciò non toglie che questi qui siano DE-LI-ZIO-SI!!!!! Sono soffici e golosi, profumati e….calorici, purtroppo!!! Inoltre, ho provato a surgelarli dopo cotti e ho scoperto che si conservano benissimo; bastano 2 minuti al microonde (o qualche ora fuori dal freezer se preferite i metodi tradizionali), una scaldatina velocissima e tornano come appena sfornati.

Dopo questa luuuunga introduzione, eccovi la ricetta per la quale RINGRAZIO DI NUOVO LA MERAVIGLIOSA PAOLETTA!

Ingredienti (per circa 24 pezzi):

250 g di farina manitoba 250 g di farina 00 90 g di zucchero 5 g di sale 75 g di strutto (o burro) 20 g di lievito di birra fresco 125 ml di acqua * 125 ml di latte * scorza di un limone 1 tuorlo 1 cucchiaino colmo di miele (anche un cucchiaio va bene)
* N.B.: a seconda della capacità di assorbimento della vostra farina, potete aumentare la quantità di liquido fino a 340 ml (170 ml di acqua e 170 ml di latte)

1 albume per spennellare
6 cucchiai di acqua
4 cucchiai di zucchero

150 g circa di uvetta

Per la crema pasticcera:

250 g di latte (se volete esagerare fate questa crema qui, con metà latte e metà panna!!)
2 tuorli
35 g di farina
40 g di zucchero
10 cm di stecca di vaniglia

Preparazione:

Fate sciogliere il lievito in una parte di liquido (latte e acqua, o solo uno dei due); Mettete nella ciotola dell’impastatrice la farina, lo zucchero, il miele, la scorza di limone, il sale e il tuorlo. Versate al centro il lievito sciolto e avviate la macchina a velocità 1 o 1 e 1/2, aggiungendo man mano il restante liquido, fino a che vedrete che la farina non ne richiederà altro per assorbirsi; appena tutti gli ingredienti appariranno amalgamati, unite lo strutto o il burro a pezzetti e continuate ad impastare per almeno 10 minuti, finché la pasta sarà liscia ed elastica e si staccherà dalle pareti e dal gancio. Qui devo aggiungere una piccola nota: il mio impasto è rimasto leggermente appiccicoso; pur essendo diventato molto elastico come avrebbe dovuto, aveva difficoltà a staccarsi completamente dalla ciotola. Perciò io ho deciso di dare un’ultima impastata a mano, su un piano infarinato, unendo un paio di cucchiai scarsi di farina. Immagino che si potesse anche proseguire con il Ken, ma io adoro lavorare e sbattere e tirare gli impasti lievitati, perciò di solito, appena gli ingredienti si amalgamano e il composto inizia a diventare meno appiccicoso, io completo la lavorazione a mano.
Quando l’impasto sarà pronto ponetelo in una ciotola leggermente unta o infarinata, copritelo con pellicola trasparente e lasciate lievitare in luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria per circa un’ora e mezza.

Nel frattempo, mettete l’uvetta a bagno in acqua tiepida e rum. Poi, preparate la crema pasticcera. Sbattete i tuorli con lo zucchero, unite la farina e poi il latte tiepido fatto scendere a filo, aggiungete i semini della vaniglia e ponete sul fuoco per circa…dieci minuti mi pare, fino a che inizia a sobbollire leggermente. Fate raffreddare coperta da un foglio di pellicola posto a contatto con la crema, che impedirà che si formi il velo.

Prendete la pasta e stendetela con il mattarello in una sfoglia rettangolare alta circa mezzo centimetro o poco più; stendetevi sopra la crema in uno strato sottile, tenendovi leggermente lontani dai bordi. Cospargetela con l’uvetta ed arrotolate la pasta partendo da uno dei lati lunghi. A questo punto affettate il rotolo, con un coltello ben affilato e leggermente infarinato, ricavando fette spesse circa 2 cm, che disporrete man mano, ben distanziate, su una placca coperta di carta forno (ne occorreranno 2). Sbattete l’albume e spennellatevi i dolci e lasciateli lievitare per circa un’ora.
Preriscaldate il forno a 180° e cuocete le girelle per circa 15 minuti o fino a quando saranno ben dorate. Preparate uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero facendoli bollire per qualche minuto e spennellatevi le girelle ancora calde, appena sfornate; questo servirà a renderle lucide. Lasciate raffreddare e, se volete, surgelatele separandole con della carta oleata o della pellicola (in modo da potere prendere di volta in volta quelle che vi occorrono).

Altra piccola nota, sul ripieno: secondo me, per risparmiare qualche tuorlo e un po’ di grassi, si potrebbe sostituire la crema con della marmellata di arance o albicocche; ci proverò e vi farò sapere!

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