un secolo fa..un meme

Attenzione, la ricetta è stata presa automaticamente dai feed rss di questo sito:
http://acenadabicece.blogspot.com/2008/05/un-secolo-faun-meme.html
Vai alla fonte

Un sacco di tempo fa Fra e Carla mi hanno invitata a partecipare al mio primo meme: descrivere 6 cose che mi piace fare.

Ho fatto passare un sacco di tempo e quindi ho avuto anche la possibilità di pensare, catalogare e ordinare le cose che mi piacciono di più!
E’ venuta fuori una classifica un po’ strampalata..e avrei potuto aggiungere altre mille cose..partiamo intanto da queste sei, riportate rigorosamente in ordine casuale!
Visto che ormai questo meme lo hanno fatto tutti per questa volta non lo passo a nessuno..
Le immagini pubblicate su questo post non sono mie ma sono frutto di una ricerca online.
@
1. LEGGERE
@
50684 libri un secolo fa..un meme
@
La lettura è senza ombra di dubbio una delle cose che più mi piace. Scelgo i libri in diversi modi: alcune volte mi colpisce il titolo, altre una recensione letta sul giornale, oppure un consiglio di qualche amica e alcune volte scelgo proprio a casaccio dopo aver passato ore in libreria. Mi affeziono agli autori, il mio preferito è Enrico Brizzi ma nella mia personale classifica ci sono anche Niccolò Ammaniti e Andrea De Carlo.
2. CAMMINARE IN CENTRO CON L’iPOD

a9496 camminare un secolo fa..un meme

…questo è uno di quei piaceri di cui mi sono accorta in questi giorni, dopo aver ricevuto il meme e averci pensato. Per andare in centro utilizzo quasi sempre il treno, mi infilo le cuffiette già dalla stazione di partenza e quando arrivo a Santa Maria Novella scendo ed alzo un po’ il volume per coprire il caos che mi circonda. Solitamente dalla stazione ho ancora una ventina di minuti a piedi per raggiungere la facoltà o l’archivio dove sono impegnata con le mie ricerche, è proprio questo percorso di venti minuti che mi fa stare bene e mi fa iniziare la giornata nel modo giusto. Cammino a passo spedito, isolata da quelle due piccole cuffiette, ho la mia musica preferita che fa da colonna sonora alla mattina, evito i turisti e mi sento proprio bene!

@
3. VIAGGIARE IN TRENO

a9496 treno un secolo fa..un meme

non parlo di viaggi brevi, di piccoli spostamenti, ma di veri e propri viaggi. Mi piace addormentarmi cullata dal tremolio delle rotaie, mi piace guardare fuori dal finestrino e vedere i paesaggi che cambiano, mi piace mangiucchiare qualcosa durante gli spostamenti e sapere che posso stare seduta e in pace senza che nulla dipenda da me..

4. L’INVERNO E LA PIOGGIA

d8efb pioggia7xr un secolo fa..un meme

ora so che si solleverà un coro di dissenso!!.. ma che ci posso fare? a me piace l’inverno, quando fuori è freddissimo e si può stare a casa a guardare un bel film sotto una coperta con una bella tisana fumante tra le mani! e poi mi piace sentire il rumore della pioggia sui vetri..le pozzanghere sul pavè..non sono immagini romantiche?

5. L’ARNO DI NOTTE

d8efb arno un secolo fa..un meme
@

una delle cose più suggestive di Firenze è l’Arno di notte! le luci dei lampioni che riflettono sull’acqua insieme ai ponti sono veramente un’immagine della mia città che amo..potrei stare ore sulla spalletta del ponte alla Vittoria a guardare verso il centro..


6. LA BIRRA

Ecco dopo tutte queste immagini romantiche torniamo “terra terra” con la birra! la mia preferita è senza dubbio la Guinnes, bella corposa e amarognola ma non disdegno nemmeno la birra rossa!! Inserisco un racconto di Philippe Delerm che descrive perfettamente questo mio piacere:

cd3d5 guinnes un secolo fa..un meme


LA PRIMA SORSATA DI BIRRA

La prima sorsata di birra. E’ l’unica che conta. Le altre, sempre più lunghe,
sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un’abbondanza
sprecata. L’ultima, forse, riacquista, con la delusione di finire, una parvenza
di potere… ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita. Già
sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi
lentamente sul palato, beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la
prima sorsata. La beviamo subito, con un’avidità falsamente istintiva. Di fatto,
tutto sta scritto: la quantità, nè troppa nè troppo poca, che è l’avvio ideale;
il benessre immediato, sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o
un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che
sboccia all’infinito… intanto, già lo sappiamo. Abbiamo preso il meglio.
Riappoggiamo il bicchiere, lo allontaniamo un pò sul sottobicchiere di materiale
assorbente. Assaporiamo il colore, finto mile, sole freddo. Con tutto un riutale
di circospezione e di attesa, vorremmo dominare il miracolo appena avvenuto e
già svanito. Leggiamo soddisfatti sulla parete di vetro il nome esatto della
birra che avevamo chiesto. Ma contenente e contenuto possono interrogarsi,
rispondersi tra loro, niente si riprodurrà più. Ci piacerebbe conservare il
segreto dell’oro puro e racchiuderlo in formule. Invece, davanti al tavolino
bianco chiazzato di sole, l’alchimista geloso salva solo le apparenze e beve
sempre più birra con sempre meno gioia. E’ un piacere amaro: si beve per
dimenticare la prima sorsata.

Philippe Delerm, La prima sorsata di Birra e altri piccoli piaceri, Frassinelli, 1998

Commenta

Articoli Correlati