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Sono di ritorno da un piacevolissimo weekend in terra friulana. Il tempo per visitare la provincia di Udine è stato poco in quanto le giornate sono stati quasi completamente occupate dalla visione dei film dell’Udine Far East Film Festival (per un breve resoconto dei film che ho visto, cliccate qui).

E anche il tempo per girare di trattoria in trattoria è stato veramente poco. Abbiamo provato il ristorante dell’agriturismo in cui abbiamo soggiornato e la suggestiva Osteria al Cappello. Immancabile nei menu di qualsiasi trattoria, ristorante o bar è il frico, spesso accompagnato con delle fettine di polenta:
Ispirata dalla scoperta della mitica
Radio Onde Frulane, completamente in lingua friulana, ho pensato di riportare la ricetta nella “versione” originale:
400g di patatis farinosîs 400 gr di patate farinose
200g di formadi di chel di latarie o Montâs (miscliçât, un pôc fresc e un pôc plui vecjo): al so puest si po doprâ un altri formadi di malghe di preference di chei a paste cuete. La robe di tignî di cont e je che il formadi nol fasedi il fîl cuant che al si disfe (la mozarele, il emmenthaler o pareli no van ben, ma ad esempli o podês meti un pôc di formadi vecjo o parmigjan) 200 gr di formaggio Montasio o simile (un po’ fresco e un po’ stagionato); potete sostituirlo con un un altro formaggio, l’importante è che non faccia “il filo” quando si scioglie (non vanno bene formaggi come la mozzarella o l’emmental, mentre potete usare il parmigiano o un formaggio stagionato).
un fîl di vueli di ulive extravergine un filo di olio extravergine di oliva
Peladis lis patatis si lis taie a fetutis finis, (plui finis a son e mancul timp staran a cuei).
Sbucciate le patate e tagliatele a fettine sottili (più sono sottili e prima cuoceranno). Si fasin rustî te fersorie intun fîl di vueli, cence cjariâ parcè che il formadi al è za gras di so.
Mettetele a cuocere in una “fersorie”/padella con un filo d’olio. Dôs peraulis su la fersorie: larès benon la vecje padiele di fiâr, ma une buine che e no tache larà ben compagn, ancjemò miôr se fos tignude e doprade nome par chel, di fat al sarès miôr no lavâle ma netâle passantle cun cjarte che supe.
Due parole sulla “fersorie”: vanno bene le vecchie padelle di ferro, ma si possono usare anche le padelle antiaderenti (ancora meglio se si utilizza sempre la stessa padella, padella che non va lavata ma pulita con carta assorbente).
Cuant che lis patatis a son ben rustidis, si scomence a zontâ aghe taponantlis cuasi dal dut,, si va indenant a cuei, messedant di tant in tant e zontant aghe se al covente. Lis patatis a àn di disfâsi fruçantsi (i volarà une orute).
Uhm… qui ho qualche problema con la traduzione… Se qualcuno volesse aiutarmi… Forse significa che quande le patate sono ben cotte si inizia a mescolare e a romperle (ci vorrà un’oretta). Mmm, non lo so
Infratant si prepare il formadi taiantlu a dadui e cuant che lis patatis a son cuetis lu si zonte a la preparazion.
Intanto si taglia il formaggio a dadini e quando le patate sono ben cotte si unisce alla preparazione.
Si messede cuntune sedon di len fintant che nol si disfe e duncje si lasse cjapâ, spacant la fersorie par no lassâlu tacâ sul font.
Si lascia fondere il formaggio sul fuoco, muovendo la padella in modo da non farlo attaccare. Daspò un cuart di ore, de bande sot al sarà ben rustît crustulint: si à cumò di voltâlu sot sore (tant che la fertaie), judantsi cuntun plat, miôr se prin al è stât scjaldât parcè che no tachi. Si va indenant a cuei di chê altre bande par altris dîs minûts simpri spacotant la fersorie.
Dopo un quarto d’ora, si sarà formata una crosticina sul fondo del frico. Aiutandosi con un piatto, si gira il frico dall’altra parte e si fa cuocere per altri dieci minuti, sempre muovendo la padella.
P.S.: La traduzione è ad opera mia… ovvero di una piacentina che non sa neanche parlare il piacentino… figuratevi il friulano! Quindi prendetela con le pinze!! E se ci fosse un friulano dall’animo pio che volesse aiutarmi a sistemare la traduzione…
Ecco la traduzione completa! Ringrazio tantissimo Alberto!!!
400 gr di patate farinose,
200 gr di formaggio Montasio o di latteria (mischiato, un po’ fresco e un po’ stagionato); potete sostituirlo con un un altro formaggio di malga, l’importante è che non faccia “il filo” quando si scioglie (non vanno bene formaggi come la mozzarella o l’emmental, mentre potete usare il parmigiano o un formaggio stagionato).
Un filo di olio extravergine di oliva
Sbucciate le patate e tagliatele a fettine sottili (più sono sottili e prima cuoceranno). Mettetele a cuocere in una “fersorie”/padella con un filo d’olio, non troppo in quanto il formaggio è già grasso di suo. Due parole sulla “fersorie”: vanno bene le vecchie padelle di ferro, ma si possono usare anche le padelle antiaderenti (ancora meglio se si utilizza sempre la stessa padella, padella che non va lavata ma pulita con carta assorbente).Quando le patate sono ben arrostite si inizia ad aggiungere acqua fino a corpirle del tutto, si continua a cuocere mescolando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se serve. Le patate devono disfarsi (ci vorrà un’oretta).Intanto si taglia il formaggio a dadini e quando le patate sono ben cotte si unisce alla preparazione.Si mescola con un cucchiaio di legno fino a che il formaggio si fonde, muovendo la padella in modo da non farlo attaccare.Dopo un quarto d’ora, si sarà formata una crosticina sul fondo del frico. Aiutandosi con un piatto (meglio se scaldato così il frico non si attacca), si gira il frico dall’altra parte e si fa cuocere per altri dieci minuti, sempre muovendo la padella.
Saluti da Cat (qui in una delle piazze di Udine)
Articolo pubblicato
3 anni, 7 mesi fa.
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